Quanto costa l'assistenza informatica PMI
“Quanto mi costa?” è la prima domanda di ogni titolare quando si parla di assistenza informatica. La risposta onesta è: dipende da come la compri. In questa guida mettiamo in fila i modelli di prezzo che troverai sul mercato, i costi nascosti che nessuno ti dice e un metodo semplice per calcolare quanto ti costa non avere assistenza.
I quattro modelli di prezzo che troverai
1. Il tecnico a chiamata
Il modello più diffuso tra le micro imprese: si chiama qualcuno quando qualcosa si rompe. Le tariffe variano molto, spesso con “diritto di chiamata” o uscita minima. Sembra il modello più economico perché nei mesi buoni spendi zero.
Il problema è che paghi sempre nel momento peggiore: quando sei fermo. E il tecnico a chiamata non conosce i tuoi sistemi, quindi ogni intervento inizia con un’ora di esplorazione — che paghi tu.
2. Il monte ore prepagato
Compri un pacchetto (es. 10 o 20 ore) a tariffa scontata e lo consumi. Funziona se hai un flusso costante di richieste, ma ha due difetti: le ore scadono o si trascinano, e il fornitore non ha alcun incentivo a risolvere in fretta.
3. Il contratto “all inclusive”
Un canone fisso mensile che copre tutto, tipicamente proporzionale al numero di postazioni. È il modello delle grandi aziende, tradotto per le PMI. Ottimo per la prevedibilità, ma per una piccola impresa significa pagare tanto anche nei mesi in cui non chiami mai.
4. Il canone leggero + consumo
Il modello ibrido: un canone basso ti garantisce l’accesso al servizio (numero dedicato, presa in carico, conoscenza della tua infrastruttura) e gli interventi si pagano a consumo con tariffe trasparenti. È il modello che abbiamo scelto per RepartoIT: canone leggero fino a 5 persone e interventi a consumo con criteri chiari per piano.
Il vantaggio è l’allineamento degli incentivi: il fornitore guadagna se il servizio è buono e tu resti, non se i tuoi problemi durano a lungo.
I costi nascosti che nessuno mette in preventivo
- Il tempo di fermo. Un impiegato bloccato costa il suo costo orario aziendale (20–35 euro l’ora) per tutta la durata del problema, più il lavoro arretrato.
- Il “fai da te”. Il collega smanettone che sistema le stampanti è pagato per fare altro. Le sue ore di informatica improvvisata sono le più costose dell’azienda.
- La ripartenza da zero. Ogni volta che cambi tecnico, qualcuno deve rispiegare com’è fatta la rete, dove sono i backup, quale gestionale usate. Sono ore fatturate che comprano conoscenza già pagata in passato.
- L’emergenza non prevenuta. Un disco sostituito per tempo costa un’ora di lavoro pianificato. Lo stesso disco morto di colpo costa giorni di fermo e, senza backup verificati, anche i dati.
Come calcolare il tuo budget: una formula pratica
Per una PMI fino a 10–15 postazioni senza esigenze particolari, un riferimento sano è l’1–3% del fatturato destinato all’IT complessivo (hardware, software, assistenza). Per la sola assistenza, parti da questa stima:
- Conta le persone che lavorano al computer.
- Stima 2–4 interventi l’anno a persona (media reale nelle PMI).
- Moltiplica per il costo medio di un intervento (30–60 minuti).
Per un’azienda di 5 persone parliamo di un ordine di grandezza molto inferiore al costo di un singolo giorno di fermo generale.
La domanda giusta non è “quanto costa”
È “cosa ottengo quando le cose vanno male”. Prima di firmare qualsiasi contratto, chiedi:
- Chi risponde, in quanto tempo, e in quali orari?
- Chi mi assiste conosce già la mia infrastruttura o riparte da zero?
- Le tariffe sono pubbliche? Gli scatti sono di 30 minuti o “ora iniziata, ora pagata”?
- Cosa succede di notte o nel weekend?
Se vuoi un listino costruito per rispondere a queste domande, contattaci per un preventivo, con criteri di conteggio chiari per ogni piano. E se hai un’emergenza in corso mentre leggi, c’è la sala operativa h24.