Reparto IT interno o esterno?
Prima o poi ogni azienda in crescita se lo chiede: è ora di assumere “uno dell’IT”? La risposta dipende da numeri che spesso non vengono messi in fila. Facciamolo.
Quanto costa davvero un IT interno
Un tecnico sistemista junior costa all’azienda 35.000–45.000 euro l’anno tra RAL e oneri; una figura esperta supera facilmente i 55.000. Ma il costo del dipendente è solo l’inizio:
- Copertura: una persona lavora ~220 giorni l’anno, 8 ore al giorno. Ferie, malattie e formazione scoprono l’azienda per settimane. La copertura h24 con una sola persona è semplicemente impossibile.
- Ampiezza delle competenze: la stessa persona dovrebbe saper fare help desk, server, reti, firewall, sicurezza, cloud. Nessuno è forte su tutto: dove è debole, chiamerai comunque consulenti esterni.
- Il rischio della persona sola: se si dimette, la conoscenza dei tuoi sistemi esce dalla porta con lui. Il periodo di sostituzione è il momento più fragile della vita informatica di un’azienda.
Quanto costa un reparto esterno
Un servizio di assistenza in abbonamento come RepartoIT offre un canone leggero più gli interventi a consumo. Anche un’azienda che consuma molto spende una frazione di un’assunzione, ottenendo in cambio:
- una squadra con specialisti diversi (help desk, sistemisti, networking, sicurezza) invece di una persona sola;
- continuità: ferie e malattie sono un problema del fornitore, non tuo;
- copertura h24 reale, se serve;
- conoscenza dei sistemi documentata (nella nostra wiki di infrastruttura), non nella testa di qualcuno.
Le soglie dimensionali: una regola empirica
- Fino a ~20 postazioni: l’IT interno non si giustifica quasi mai. Il carico di lavoro reale è di poche ore a settimana: il resto del tempo lo pagheresti comunque.
- 20–50 postazioni: zona grigia. Spesso la soluzione migliore è ibrida: un presidio esterno a giorni fissi che dà presenza fisica senza costo di assunzione, con la squadra dietro.
- Oltre 50 postazioni: un referente IT interno inizia ad avere senso — ma tipicamente come coordinatore che governa fornitori esterni, non come tuttofare che cambia i toner.
L’errore più comune: assumere per disperazione
Molte assunzioni IT nascono da un’emergenza andata male: “basta, prendiamo uno che stia qui”. Sei mesi dopo, il tecnico interno passa le giornate su problemi di stampanti mentre firewall e backup restano senza governo, perché non sono la sua specialità. Il problema non era la mancanza di una persona: era la mancanza di un metodo.
La terza via: il reparto IT esterno con metodo
Il modello che funziona per la maggior parte delle PMI non è “il tecnico quando serve” né “l’assunzione”: è un reparto esterno che lavora come lavorerebbe un interno fatto bene:
- conosce la tua infrastruttura prima che tu chiami (intervista + wiki);
- risponde a un numero dedicato, con orari garantiti da contratto;
- previene con il monitoraggio invece di correre dietro ai guasti;
- scala con te: dall’help desk al progetto di sicurezza, fino al presidio in sede.
Se stai facendo questo ragionamento per la tua azienda, parliamone: ti diciamo onestamente anche se il tuo caso è uno di quelli in cui conviene assumere.